Aggiornamento con due dei festival bresciani più importanti:

Pur cosi diversi sono entrambe imperdibili…

Finalmente con l’estate arrivano i concerti ed i festival. Dei mega-concerti se ne parla anche troppo, io segnalo solo concerti in terra bresciana.

Due festival di musica rock indipendente (o quasi) che mi erano sconosciuti:

Somenfest a Ome, sembra molto interessante con Lombroso,  MartaSuiTubi e Cinemavolta.

Low Rock Festival a Bagnolo Mella, dedicato alla scena indipendente bresciana.

Nistoc a Nistisino, sulle montagne camune, una collocazione bellissima per un festival rock blues. Non perdetevi Mauro Ferrarese, un vero bluesman d’altri tempi.

E’  in corso di svolgimento Alimus a Brescia, Cascina Maggia, organizzato da Circolo le3tits.

(Link all’autore dell’immagine)

Simil sushi bar, con nastro scorrevole dove passano piattini di tutti i tipi dal sushi alle patatine fritte con il ketchup.

Se si hanno le idee chiare sul tipo di locale, cioè non un serio ristorante giapponese ma un ristorantino divertente dove assaggiare tante cose sfiziose e di buona qualità, è un’esperienza da fare, piacevole e gustosa.

Ottimo il rapporto qualità-prezzo: €9,90 a pranzo – €11,90 a cena, bevande escluse (che hanno prezzi onesti).

Mishi-Mishi -presso Centro Commerciale Freccia Rossa – Via Fratelli Ugoni, 25126 Brescia. T.0303750863

Pasticceria Piccinelli, Corso Palestro n.27 – Brescia: stateci alla larga o se proprio volete andarci state in piedi al banco e con la mano sul portafogli.

Per carità servizio buono, bibite e pasticcini buoni ma al tavolo i prezzi sono assurdi!

Caffè macchiato: €2 – Cappuccio decaffeinato: €3 – The: €2,8 -Succo di frutta: €3 – Paste mignon: €0,90!!!

Totale per una merendina a quattro: €17,10

Alla larga!

Gli Zu sono uno dei gruppi più originali e sconvolgenti che si possano incontrare in Italia. Si definiscono: “Musica strumentale incatalogabile che rompe le barriere tra punk, jazz, rock, avanguardia, metal e quant’altro”.

L’ingrediente magico dei dei loro concerti è l’improvvisazione, che trasforma questa band anomala composta da basso, batteria e sax in una fucina di suoni ed esperienze sorprendenti. Dal vivo dovete cercare di immaginarvi tre punk scatenati che suonano jazz con la velocità di una trash metal band. Impossibile? Eppure è così!

E così il Brescia resta in serie B anche quest’anno…è passata una settimana e ancora soffro!

L’unica consolazione, l’unica grande soddisfazione me l’ha data il Rugby Calvisano che ha conquistato lo scudetto del Rugby.

Purtroppo non ero a Monza, ma ho assistito al ritorno di semifinale con Petrarca Padova.

Meritatissima standing ovation per Paul Griffen che già in semifinale -calciando le ultime punizioni- aveva fatto capire per questo scudetto non gli sarebbe sfuggito per niente al mondo.

Ormai è più famoso di Ibra e Vasco Rossi messi insieme. In un coro all’unisono che canta le lodi dell’inceneritore di Brescia c’è anche chi la pensa diversamente… Al di là delle mie idee personali sul tema specifico quando tutti i media contemporaneamente dicono esattamente le stesse cose divento molto sospettoso.

Per cui ecco i link a due voci stonate, che ognuno si faccia la propria idea.

Visita all’inceneritore di Brescia

Rifiuti Zero – Intervento di Paul Connet

Un bellissimo comandamento laico. Dall’Articolo 4 della Costituzione Italiana:

<<Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.>>

Cronaca tratta dal sito dell’Associazione Casa della Memoria

<<Alle 10 e 12 il discorso del segretario della F.L.M. viene interrotto da uno scoppio forte, secco che fa ricordare il botto di un potente petardo.
S’alza un fumo grigio-azzurro ed un odore acre si spande nell’aria. Dopo un attimo di silenzio, le prime voci si levano dalla folla che ondeggia compatta, poi comincia a sussultare, a sbandare, mentre gli striscioni cadono a terra.
La gente urla, impreca, fugge scompostamente. Rimangono sul selciato sei morti e qualche decina di feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni. Due di questi moriranno nei giorni successivi in seguito alle ferite riportate.
Significativa,a questo proposito,la testimonianza di Manlio Milani , marito
di una delle vittime. Franco Torri , che copriva con un parapioggia gli oratori,
si avvicina al microfono e invita i manifestanti a mantenere la calma e a non abbandonare la piazza.
Poi, mentre Giorgio Leali sollecita i manifestanti ad avvicinarsi per sicurezza verso il palco, dopo alcuni drammatici istanti di smarrimento, gli operai organizzano i primi soccorsi,
fanno “cordone” dove è avvenuto lo scoppio, aiutano i feriti che appaiono meno gravi e coprono con le loro bandiere i corpi straziati delle vittime.>>

Chi l’ha detto che Corto Maltese non ha mai navigato sul Lago d’Iseo?